“A chi import(a) del Made in Italy?”: Il grido d’allarme di Feditalimprese
In un momento storico in cui le tavole degli italiani sono invase da prodotti esteri spesso camuffati da eccellenze locali, Feditalimprese ha scelto di alzare la voce. Mercoledì 9 marzo 2016, presso la sede nazionale di Largo Lilibeo 5, si è tenuto l’atteso convegno dal titolo provocatorio: “A chi import(a) del Made in Italy?”.
L’incontro ha visto la partecipazione dei vertici dell’associazione, tra cui il Presidente Nazionale Gianluca Micalizzi, il Vicepresidente Giuseppe Torrisi, il Direttore Nazionale Antonino Neri e la Presidente di Feditalimprese Donna, Rosita Cantale, insieme a una nutrita rappresentanza di imprenditori del settore agroalimentare.
L’invasione silenziosa: dai pomodori cinesi alle arance turche.
Il dibattito ha messo a nudo una realtà preoccupante: olio tunisino, pomodori cinesi, arance turche e olive algerine entrano massicciamente nel nostro mercato, spesso a prezzi di saldo. Il paradosso evidenziato dagli esperti riguarda la sicurezza alimentare: mentre l’agricoltura italiana sottostà a controlli rigidissimi che garantiscono l’assenza di agenti chimici pericolosi, molti dei prodotti d’importazione provengono da paesi inseriti nelle “liste nere” per l’uso di pesticidi non autorizzati.
“Siamo stufi di subire decisioni europee che sembrano barattare la nostra qualità con prodotti scadenti,” è stato il commento emerso durante l’incontro. Gli imprenditori chiedono tutele reali, rifiutando un modello che penalizza chi produce nel rispetto della salute e del territorio.
Gli obiettivi di Feditalimprese: Trasparenza e Consapevolezza
L’iniziativa di Catania si inserisce in un più ampio quadro di attività che Feditalimprese porta avanti a livello nazionale per la valorizzazione del prodotto autentico. I punti cardine emersi dal convegno sono chiari:
- Monitoraggio della filiera: Garantire la massima trasparenza affinché l’origine di ogni materia prima sia rintracciabile e dichiarata in etichetta.
- Ripristino della fiducia: Coinvolgere attivamente il consumatore nelle politiche di sicurezza alimentare.
- Scelte consapevoli: Educare il mercato a distinguere il valore del prodotto italiano rispetto al basso costo delle imitazioni estere.
Un impegno costante per le imprese italiane.
Feditalimprese non si limita alla denuncia, ma opera quotidianamente come ponte tra le istituzioni e il mondo produttivo. Attraverso la sua rete di sportelli e consulenze, l’associazione supporta le PMI italiane nel processo di internazionalizzazione “sana”, promuovendo l’autenticità come unico vero vantaggio competitivo sui mercati globali.
Per chi volesse approfondire le convenzioni e le battaglie portate avanti dall’associazione, è possibile consultare il portale ufficiale di Feditalimprese, dove vengono regolarmente pubblicati aggiornamenti sulle politiche a sostegno del settore agroalimentare e delle eccellenze locali.
Il messaggio che parte da Catania è inequivocabile: difendere il Made in Italy non è solo una questione economica, ma una battaglia di civiltà per la salute dei cittadini e la sopravvivenza della nostra storia agricola.
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