Bollo auto, FEDITALIMPRESE: bene la sospensione, ma il Paese ha un problema più grande

Micalizzi: «Se le famiglie sono costrette a tagliare le spese, a pagare il prezzo sono anche negozi, artigiani, bar e piccole imprese»

La sospensione del bollo auto prevista per il prossimo anno può rappresentare un piccolo ma concreto sollievo per le famiglie italiane. Ma dietro una voce di spesa che viene temporaneamente alleggerita c’è una questione molto più ampia: quanto riescono ancora a spendere le famiglie e quanto può resistere, di conseguenza, l’economia reale?

È questo il tema che FEDITALIMPRESE – Federazione Imprese Italiane invita a non perdere di vista.

«La sospensione del bollo può essere una misura utile – afferma il presidente nazionale Gianluca Micalizzi – ma non possiamo fermarci a questo. Il problema vero è che oggi troppe famiglie arrivano alla fine del mese con sempre meno margine. Il costo della vita è aumentato e stipendi e redditi, per molti, non hanno seguito lo stesso passo. Quando il bilancio familiare si restringe, inevitabilmente cambiano anche le abitudini di consumo».

La conseguenza non riguarda soltanto le famiglie.

Quando si rinvia un acquisto, si riducono le consumazioni al bar o al ristorante, si rimanda un intervento di manutenzione o si rinuncia a un servizio, quella scelta arriva direttamente sul conto delle imprese.

È qui che il problema del potere d’acquisto diventa un problema per l’intero sistema economico.

Il negozio di quartiere, il bar, il ristorante, l’artigiano, il commerciante, il professionista e la piccola impresa di servizi vivono infatti soprattutto della domanda quotidiana del territorio.

«Per una grande azienda una fase di rallentamento può essere affrontata con mercati diversi e strutture più articolate – continua Micalizzi –. Per una micro o piccola impresa, invece, anche una riduzione significativa della clientela può avere effetti immediati. Meno persone che acquistano significa meno fatturato. E se contemporaneamente aumentano i costi, la pressione diventa ancora maggiore».

Energia, carburanti, materie prime, affitti, servizi, costi finanziari e adempimenti continuano infatti a incidere sui bilanci delle attività economiche.

Da una parte diminuisce la capacità di spesa. Dall’altra aumentano le difficoltà di chi deve produrre, vendere e mantenere aperta un’attività.

Una doppia pressione che, secondo FEDITALIMPRESE, merita maggiore attenzione nelle politiche economiche.

«Non possiamo pensare di sostenere le imprese – sottolinea Micalizzi – se non ci occupiamo contemporaneamente della capacità delle persone di acquistare. Un commerciante non ha bisogno soltanto di meno costi: ha bisogno anche di clienti che possano tornare a spendere. E lo stesso vale per l’artigiano, il ristoratore, il professionista e tutte quelle piccole realtà che rappresentano ogni giorno l’economia dei nostri territori».

Per FEDITALIMPRESE, quindi, la sospensione del bollo auto può essere un intervento positivo, ma deve essere inserita in una strategia più ampia.

Recupero del potere d’acquisto, sostegno ai redditi, rinnovo dei contratti, riduzione del costo dell’energia e dei costi di gestione delle imprese sono, secondo la Federazione, alcuni dei nodi sui quali occorre intervenire per rafforzare la domanda interna e creare condizioni più favorevoli per chi lavora e fa impresa.

«Le piccole imprese non chiedono scorciatoie – conclude Micalizzi –. Chiedono un’economia nella quale una famiglia possa tornare a fare acquisti senza dover calcolare ogni singola spesa e nella quale un’impresa possa lavorare senza essere schiacciata dall’aumento dei costi. Perché quando una famiglia può spendere, anche l’economia del territorio respira. E sostenere il potere d’acquisto significa, allo stesso tempo, sostenere il commercio, l’artigianato e i servizi».

FEDITALIMPRESE – Federazione Imprese Italiane

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