#lacittachevorrei: Il Manifesto di Feditalimprese per un'Urbanità Partecipata e Produttiva
CATANIA – Non è stato un semplice convegno, ma l’atto costitutivo di un nuovo modo di intendere la politica economica territoriale. Mercoledì 4 aprile 2018, la sede di Feditalimprese è diventata l’ombelico di una visione audace: #lacittachevorrei. Un progetto che trasforma il cittadino e l’imprenditore da spettatori passivi a architetti del proprio futuro.
L’incontro, moderato dai vertici dell’organizzazione, ha gettato le basi per il “Libro Bianco delle Idee”, una raccolta di proposte concrete nate “dal basso” per rispondere alle sfide di un mondo che cambia a ritmi vertiginosi.
Immaginare il futuro per non subire il presente
Il presupposto da cui parte Feditalimprese è semplice quanto potente: i tempi complessi che viviamo ci impongono di smettere di subire le trasformazioni urbane per iniziare a governarle. Le città non sono solo agglomerati di edifici, ma ecosistemi vivi che necessitano di risposte rapide e visioni a lungo termine.
“L’obiettivo” – ha dichiarato con forza Gianluca Micalizzi – “è rafforzare i trend positivi esistenti, ma soprattutto trovare soluzioni coraggiose per invertire le tendenze negative. Vogliamo creare le condizioni ideali, incentivare e supportare l’avviamento di nuove realtà imprenditoriali. Una città senza nuove imprese è una città destinata al declino”.
Cultura, Donne e Credito: i pilastri della città del domani
Il confronto ha toccato temi trasversali, fondamentali per una crescita equilibrata:
- Cultura e Tradizioni: Santo Privitera ha ricordato come l’identità storica sia la base su cui costruire l’attrattività turistica e il decoro urbano.
- Impresa Donna: Rosita Cantale ha evidenziato come la sensibilità e la capacità organizzativa femminile siano motori formidabili per un’urbanità più inclusiva e resiliente. Ha ribadito l’importanza di strumenti finanziari etici e accessibili per dare gambe alle idee delle imprenditrici.
- Territorialità: Salvo Russo ha messo l’accento sulla necessità di una governance regionale che sostenga le peculiarità dei comuni siciliani.
Il cuore pulsante dello sviluppo: Il ruolo di “Crediamoci Insieme”
Un pilastro fondamentale della giornata è stato il contributo di Crediamoci Insieme, l’organismo che all’interno della galassia Feditalimprese agisce come catalizzatore per lo sviluppo delle PMI. Sotto la guida di Gaetano Cantale, questa realtà si è confermata lo strumento operativo per eccellenza:
- Sostegno Attivo: Supportare le aziende nelle tempeste quotidiane del mercato.
- Networking Strategico: Creare quel “ponte” tra professionisti e imprenditori che permette di superare l’isolamento della singola impresa.
- Innovazione e Valore: Promuovere premi e iniziative che celebrano l’etica del lavoro e la capacità creativa del Made in Italy.
Gli interventi: La voce dei protagonisti
Gianluca Micalizzi (Presidente Nazionale Feditalimprese)
“Dobbiamo smettere di chiedere ‘cosa faranno per noi’ e iniziare a dire ‘cosa faremo noi per la città’. L’obiettivo di #lacittachevorrei è rafforzare i trend positivi già esistenti, ma con un’attenzione chirurgica verso le tendenze negative che vanno invertite. Vogliamo creare un ecosistema dove l’avviamento di una nuova realtà imprenditoriale non sia un’odissea burocratica, ma un orgoglio collettivo. Il Libro Bianco delle Idee sarà la nostra bussola: chiunque porti un’idea, porterà un mattone per la costruzione della città del domani.”
Gaetano Cantale (Presidente di “Crediamoci Insieme”)
“Le PMI sono la colonna vertebrale della città, ma una colonna ha bisogno di coesione. Con ‘Crediamoci Insieme’ vogliamo favorire la collaborazione sopra la competizione sfrenata. Il nostro compito è favorire la crescita e l’innovazione, assicurando che nessun socio di Feditalimprese si senta solo davanti alle sfide del credito o del mercato. Fare networking significa trasformare le singole debolezze in una forza comune. Siamo qui per sostenere attivamente chi rischia in proprio, valorizzando ogni singolo posto di lavoro come un bene prezioso per la comunità.”
Rosita Cantale (Presidente Feditalimprese Donna Impresa)
“La città che vorrei è una città che riconosce il valore della leadership femminile come motore di resilienza. Le donne imprenditrici hanno una capacità innata di visione olistica, che tiene insieme profitto e benessere sociale. In questo Libro Bianco vogliamo inserire politiche che favoriscano la conciliazione vita-lavoro e che rendano le nostre città luoghi sicuri e stimolanti per le nuove generazioni di professioniste. Il futuro è inclusivo o non è.”
Giacomo Cagnes (Responsabile Comunicazione e P.R.)
“La percezione di una città nasce da come la comunichiamo. #lacittachevorrei deve diventare un brand di cittadinanza attiva. Dobbiamo imparare a raccontare le nostre eccellenze per attrarre talenti e capitali. Il dialogo che apriamo oggi è un esercizio di trasparenza: la comunicazione non è più unidirezionale, ma diventa uno spazio di partecipazione in cui ogni feedback dei cittadini serve a tarare meglio le nostre strategie di rilancio.”
Santo Privitera (Responsabile Cultura, Tradizioni ed Eventi)
“Non esiste futuro senza memoria. La città che immaginiamo deve affondare le radici nelle proprie tradizioni. Ogni evento, ogni iniziativa culturale deve essere un’occasione di sviluppo economico. La cultura è il petrolio delle nostre città, ma va estratto con competenza e rispetto. Vogliamo spazi dove le tradizioni artigiane possano incontrare il design moderno, creando un’offerta turistica e commerciale unica al mondo.”
Salvo Russo (Segretario Regionale Feditalimprese Sicilia)
“Dalla Sicilia deve partire un segnale forte: la partecipazione è l’unico antidoto alla rassegnazione. Come Segreteria Regionale, ci impegniamo a trasformare le idee raccolte in questo tavolo di confronto in istanze politiche da portare sui tavoli istituzionali. La città che vorrei è quella in cui la regione sostiene i comuni in percorsi di semplificazione amministrativa estrema, mettendo al centro l’impresa e il lavoro.”
Un Metodo Innovativo: Il Libro Bianco delle Idee
Il convegno si è concluso con l’invito a tutti i presenti – e a chi seguirà il progetto online – a presentare proposte scritte. Queste non saranno semplici suggerimenti, ma verranno immediatamente esaminate da un comitato tecnico di professionisti aderenti a Feditalimprese per valutarne la fattibilità economica e l’impatto sociale.
Il “Libro Bianco delle Idee” diventerà così il documento programmatico che Feditalimprese porterà all’attenzione dei futuri amministratori, chiedendo impegni precisi su temi quali la sicurezza, la digitalizzazione dei distretti urbani e l’abbattimento della pressione fiscale locale.
Una città per i cittadini
“Una città si costruisce se i suoi abitanti si sentono protagonisti della sua crescita”, ha concluso Micalizzi. “Noi di Feditalimprese intendiamo costruire luoghi fisici e ideali perché insieme si possa diventare responsabili del destino delle nostre città”.
Con l’hashtag #lacittachevorrei, Feditalimprese non lancia solo un progetto, ma apre uno spazio di libertà e partecipazione. La sfida è lanciata: trasformare le idee in mattoni e i sogni in imprese.
In sintesi: Con l’iniziativa di oggi, Feditalimprese ha ufficialmente aperto il cantiere della speranza.
Hai un’idea per migliorare la tua città? Non tenerla per te. Contribuisci anche tu al Libro Bianco delle Idee visitando il portale Feditalimprese.com o contattando le nostre sedi territoriali.
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